La puzza dei capelli bianchi

Oggi sono andata dalla parrucchiera. Era mattina, pochissime persone, atmosfera rilassata e bella chiacchierata con la proprietaria del negozio su cosa fare ai miei capelli: insomma, sembrava una di quelle rare volte in cui sarei uscita soddisfatta e senza pentirmi del taglio una volta lavato. Finito con le forbici, la proprietaria mi passa ad una collaboratrice per la messa in piega. Intanto che questa tira con la spazzola e passa il phon, iniziamo a parlare di capelli (ovviamente).

-“Eh, sul tuo capello il trattamento alla cheratina avrebbe fatto molto bene. Dà dei risultati fantastici, il capello è morbido e per chi come te li asciuga al naturale, la soddisfazione è assicurata, soprattutto aiuta a togliere questo crespo che hai qui davanti”.

Avevo da scoperto dieci minuti prima che “asciugare al naturale” non significava lasciarli asciugare all’aria (ingenua freakkettona!), bensì usare il phon, lasciando però che assumessero la loro forma naturale, che nel mio caso è riccia. Insomma, significa non stirarli e non usare la piastra.

– “Sì immagino, ma  l’idea di impiastricciarmi i capelli e fare qualcosa che va ripetuto ogni due mesi (ed essere quindi obbligata ogni due mesi ad andare dalla parrucchiera) non piace un granché”.

-“Hai un bel colore sul chiaro, è una bella base per delle meches o uno shatush”.

– “Sì sì, già fatto anche quello, ma come mi disse saggiamente mia nonna “Perché ti colori i capelli adesso che sei giovane? Avrai tempo di colorarteli quando ti diventeranno bianchi” e mi è sembrato un consiglio molto saggio, soprattutto per una che non ama strapazzarli e spennellarli con prodotti chimici…”

– “Eh sì! Arriverà il momento di strapazzarli ben bene. Adesso i capelli bianchi che hai si vedono appena perché sei chiara, se avessi i capelli scuri si noterebbero molto di più!”

Nel dirmelo noto una smorfia misto tra disgusto e preoccupazione per un’eventuale testa scura su cui si vedono i capelli bianchi. E io lo so. Lo so che sono dalla parrucchiera, che sto parlando con una parrucchiera, ma non posso trattenermi dal dirlo.

– “Ma guarda, a dire il vero il brizzolato su una donna a me piace. Anzi, devo dire che ci sono donne che trovo molto affascinanti coi capelli sale e pepe. E le stimo, perché in un mondo in cui tutte si tingono, non è facile scegliere di non farlo”.

– “Le stimi? Ma dipende poi perché uno sceglie di farlo. C’é chi non può tingersi perché allergica, ma in generale se ne vedono poche e dir che stanno bene è dura…”

– “Le stimo perché io non so come starò quando avrò molti capelli bianchi e non so se resisterò alla tentazione di tingerli, ma chi sceglie di farlo si scontra con una società che non è abituata a vedere donne brizzolate e sopportare i commenti della gente può essere pesante”.

– “Sì, qualcuna che li tiene così c’è, ma sono pochissime. I capelli brizzolati invecchiano tanto e solo qualcuna se lo può permettere, però deve stare molto attenta al resto: deve essere curata nel taglio, nel vestirsi, nel truccarsi, sennò dà un’immagine sciatta oltre che vecchia”.

– “Chissà, forse queste donne ci sembrano vecchie semplicemente perché non siamo abituate a vederle, a vederci per come siamo, in maniera naturale. Perché di “naturale” in giro a quell’età c’è poco. A quarant’anni un uomo brizzolato è ritenuto affascinante, non si pensa che sia invecchiato e quelli che si tingono li si guarda un po’ storti…”

– “No, anche un uomo sembra vecchio coi capelli brizzolati, te lo dico io! Anche se quello che invecchia di più negli uomini è la pelata. Gli uomini pelati sembrano proprio vecchi”.

-“…”

– “E comunque i capelli bianchi sulla donna invecchiano, stanno male. E soprattutto puzzano”.

– “Puzzano?”

– “Sì, puzzano. Sanno di vecchio, sanno proprio di vecchio. Le donne coi capelli bianchi hanno un odore diverso, che sa di vecchio”.

Ha buttato il carico e il discorso è chiuso. Appoggia la piastra, la messa in piega è finita, richiama l’altra parrucchiera per rifinire il taglio. “Stai benissimo!” mi dice. E vorrei vedere. Dopo quasi dure ore che armeggiano intorno ai miei capelli ci manca solo che io stia male…

Esco da lì con una consapevolezza e un dubbio. La consapevolezza è:  “Scordati di avere capelli belli e in ordine senza dedicarci tempo tutti i giorni”, frase lapidaria che suona quasi come una condanna, buttata lì tra una chiacchiera sul riccio e una sul volume. E io non posso fare a meno di pensare a questo.

Il dubbio è sulla puzza dei capelli bianchi. Nel tornare a casa passo dai miei per salutare la mia nonnina novantenne che vive con loro. Entro in casa, è a letto: il suo equilibrio è precarissimo, anche la mente se ne sta andando per conto suo, non ricorda le cose e fa fatica a trovare le parole. Mi vede e mi dice: “E come mai ti sei allisciata i capelli? Quasi non ti riconoscevo…”

Vado verso di lei, mi chino sul letto e la bacio. Mentre lo faccio le accarezzo i capelli e li annuso. Nessuna puzza. Solo un dolcissimo odore, quello di mia nonna.

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