Quel che ho da dire sullo scherzo a Emma Marrone

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Se uno per farti uno scherzo ti facesse male, ad esempio ti tirasse dei cazzotti in pancia, tu chiedessi di smettere e lui continuasse, e ancora e ancora, non sono certa che si risolverebbe tutto svelandoti che era uno scherzo e dubito che nella puntata in cui questo bellissimo scherzo venisse mandato in onda si riderebbe tutti come matti.

Il problema è che non siamo abituati a riconoscere alle molestie sessuali la stessa gravità di un pugno in pancia, lo stesso male.  Mentre guardavo il video dello scherzo a Emma Marrone e le donne presenti che assistevano allo scherzo ridendo di gusto, mi chiedevo cosa, esattamente, ci trovassero da ridere.  Mi chiedevo perché stessero ridendo di un episodio spiacevole che quasi sicuramente anche loro hanno subìto nella vita. E pensavo che se quelle stesse donne durante il programma si fossero infuriate al grido di “Bello scherzo di mer*a!”, ora ci staremmo raccontando un’altra storia. Ma per cantare fuori dal coro ci vuole consapevolezza, ci vuole la capacità di riconoscere e superare il maschilismo dentro di noi. Che si nasconde anche dietro una risata fatta per fare buon viso a cattivo gioco, per non deludere il pubblico, che certo non si aspetta di vedere quattro donne incazzate nere di fronte alla spettacolarizzazione della violenza.

Le molestie sono un qualcosa con cui tutte noi ci siamo fronteggiate: qualcuna fortunata racconterà “solo” di manate sull’autobus, altre (e molte) racconteranno di peggio. Magari non lo sapete che alle vostre amiche è successo, perché non sempre sono cose che si sbandierano volentieri. Spesso vengono vissute con imbarazzo, con vergogna, con senso di colpa.  Immaginatevi una ragazzina che le ha subite, magari una fan di Emma. Vede il suo idolo subirle e arrabbiarsi e magari in quell’istante sente che potrebbe raccontare, denunciare, ribellarsi. Poi continua a guardare e cosa vede? Che tutto passa con una risata. E fattela una risata ragazzina che ha dovuto subire palpeggiamenti non voluti da uno sconosciuto (o magari da qualcuno di conosciuto)! Eccole le molestie, le sbattiamo in TV: se tutti stanno lì a ridere vorrà dire che non è successo niente di grave. Sì, il web si indigna (o meglio, una parte di web), ma nessuna testa cade, nessun mea culpa, nessuna presentatrice licenziata, nessuno che chieda scusa.

Siamo noi che non capiamo l’ironia? Ridereste per l’uomo preso a cazzotti di cui sopra? Se la vostra risposta fosse sì, credo siate consapevoli di essere persone orribili. Se fosse no, mi pare chiaro che piuttosto che essere noi a non capire l’ironia, siate voi a non capire noi. A voi la scelta tra le due. E in ogni caso, no: non ci fate una gran figura.

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