Razza e mamme uomini: che desolazione

Schermata 2017-07-25 alle 20.23.45Molti hanno hanno letto le dichiarazioni di Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del PD, che in sostanza ha detto che dobbiamo aiutare le mamme sennò la razza italica si estinguerà. E già solo su queste poche parole si sarebbe potuto scrivere molto e infatti moltissimo è già stato scritto (per fortuna).

Io mi scuso se mi trovo a buttare ulteriore benzina sul fuoco già attizzato dalle parole “mamme” e “razza italiana”, lo so bene che non ce ne sarebbe bisogno, cha abbiamo già il nostro bel da fare nello spiegare cosa c’è che non va in queste affermazioni. Ma purtroppo la frase  “le mamme omosessuali, donne o uomini che siano, vanno aiutate” è diventata una sorta di lampeggiante ai miei occhi, un’insegna al neon che si accende e si spegne, impossibile da ignorare.
“Le mamme omosessuali uomini che siano?” Ma davvero una dirigente ha usato questa terminologia? Magari ha pensato di essere progressista includendo anche le coppie omosessuali… solo che si è dimenticata di una parola che esiste già per indicare il genitore quanto è “maschio”: papà! Incredibile eh? Ma come mai – mi chiedo – è così difficile utilizzare in  questi contesti la parola “papà”?

Beh, le ragioni sono molte. Sarà stato un lapsus o forse no, fatto sta che questa frase identifica il retropensiero di Prestipino (e di moltissimi altri con lei): la cura (e il peso) dei figli ricade inevitabilmente sulle donne. Tant’è che anche quando queste risultano assenti (vedi coppia omosessuale), le chiamiamo madri lo stesso, anche se si tratta di padri! Insomma per questo pensiero politico è praticamente inconcepibile l’idea che un uomo possa occuparsi con uguale dedizione (e discriminazione e fatica) al compito genitoriale.  E proprio in questo inghippo lessicale sta tutto il valore distorto (anche simbolico) che si attribuisce in Italia alla parola “mamma”.  Una creatura mitologica che nell’intento di aiutare non facciamo altro che affossare. E con lei tutte le donne, madri e non.

Torniamocene tutte in cucina così i maschi alfa si sentono meglio

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I maschi arrancano, stanno diventando fragili. Vediamo un po’ se indovinate di chi è la colpa?

Qui trovate l’intero articolo, articolo che personalmente avrei intitolato  “La scoperta dell’acqua calda” e per il quale non avrei sentito il bisogno di scomodare chissà quali luminari della psicologia per arrivare a sconcertanti verità quali “La pornografia riguarda in maggioranza i giovani maschi”… ma che sorpresa! Viviamo ancora in una cultura che sessualizza continuamente la donna per vendere ogni prodotto immaginabile, che accetta e riconosce come “normale” la libertà sessuale maschile e condanna quella femminile, in cui la virilità sembra essere sempre collegata al “consumo sessuale”… ma davvero ci sorprendiamo che poi ‘sti ragazzi si ammazzino di film porno?


E poi vorrei porre la luce su questo illuminante passaggio:

“Le attese eccessive, nei confronti del maschio (lavoro, sesso, responsabilità familiari) da parte di un mondo in via di femminilizzazione”.

In poche parole un mondo in cui le donne ottengono maggiori diritti (non maggiori rispetto agli uomini, maggiori rispetto ai diritti inesistenti che avevano prima, ovvero di poter avere parità di trattamento in materia di lavoro, sesso e responsabilità familiari) sarebbe un mondo femminilizzato? Quindi non un mondo paritario, un mondo FEMMINILIAZZATO, come se non si trattasse di parità ma di squilibrio. E queste “attese” (che altro non sono che diritti umani) vengono definite eccessive. Cosa sarebbe eccessivo esattamente? Pretendere che dal momento che i figli si fanno in due il carico di lavoro sia ripartito? Pretendere che visto che il sesso si fa in due il godimento sia ripartito?


Ah che belli i tempi andati in cui agli uomini non veniva fatta nessuna richiesta in materia di sesso e partecipazione familiare! Peccato fossero tempi in cui quell’alfa che tanto piace appiccicare alla parola “maschi” fosse generata solo da un’ingiustizia sociale e dal fatto che metà del genere umano non aveva accesso agli stessi diritti dell’altra metà.


Un articolo desolante.