Tanta paura di Minnie

MinnieUna settimana fa una mia amica mi racconta di essere stata redarguita all’asilo nido per aver messo un vestito “femminile” a suo figlio di 10 mesi. Il capo incriminato altro non era che una salopette di jeans con ricamata Minnie. Non una Minnie piena di paillette e fiocchi rossa, una Minnie sobria sobria, talmente sobria da sembrare Topolino.

Il fatto che per un’educatrice di un nido di una città del nord Italia questo e altri comportamenti (calzini antiscivolo rosa della sorella maggiore, che orrore!) fossero problematici ci è sembrato un ottimo spunto per interrogarci e ragionare insieme sul perché ci sia questa paura terribile rispetto ai bambini vestiti con abiti “femminili” (tra virgolette non a caso, visto che ognuno ha il suo concetto di “abito femminile”, che varia da persona a persona e anche a seconda dello spazio e del tempo).

Ne è uscita una bella chiacchierata insieme a Giacomo dell’Associazione Maschile Plurale e alcune riflessioni tra noi in studio.

Le nostre potete sentirle qui, il piacere sarà grande se vorrete aggiungere le vostre.

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10 thoughts on “Tanta paura di Minnie

  1. il binarismo sui ruoli di genere è assurdo. un bambino con la salopette di minnie sempre maschio è e ha diritto di metterla. Anche se a 10 mesi i bambini sono indistinguibili forse al nido temevano di “confondersi”

  2. Io ho avuto prima il maschio e poi la femmina, così ho mandato a scuola la femmina con i vestiti del fratello più grande e nessuno mi ha detto nulla.. Ho avuto solo una questione con una maestra che sosteneva che i miei figli avevano “caratteristiche invertite” usò proprio questo termine che solo successivamente compresi quello che voleva dire. Secondo lei, mia figlia aveva caratteristiche maschile perchè era estroversa e aggressiva e mio figlio femminile perche era introverso e timido. In pratica ragionava con schemi molto rigidi, ma fortunatamente c’era solo lei ed era un’insegnante di sostegno e non faceva scuola a nessuno dei miei figli. Penso che sia stata la prima volta che mi sia posto il problema dei costrutti sociali della mascolinità e femminilità e dei loro stereotipi e pregiudizi.

    • “caratteristiche invertite” è pesantissimo… è proprio quella la gabbia che cerchiamo di aprire. Donne = docili, uomini = aggressivi e in molti ancora ritengono che sia così, senza vedere ciò che come genitori e società si fa per incoraggiare certi comportamenti negli uni e scoraggiarli nelle altre e viceversa.
      Come diciamo anche nella puntata (non so se l’hai sentita) c’è una ragione ben precisa se un maschio vestito “da femmina” desta scalpore e il contrario no o comunque molto meno… anzi più di una ragione. Rifletterci è fondamentale.

      • Si l’ho sentita.. certo che c’è una ragione ben precisa e c’è anche una scala di valori. La femminilità è un disvalore anche se associato ad una donna, figuriamoci ad un uomo, che deve essere l’opposto di quello che è femminile, e non è percepito come un modo differente di essere uomo, ma meno-uomo, un non-uomo. Interessante è anche il concetto di virilità, che è un superlativo di mascolinità e non esiste un corrispettivo femminile, spregiativi veso il femminile ce ne sono molti ma superlativi nessuno. E questo qualcosa vorrà pur dire.. Mascolinità e femminilità ci rinchiudono in gabbie fatte di stereotipi e luoghi comuni.

        Della maestra che mi disse quella frase, ricordo ( ora è passato del tempo, i miei “bambini” allora facevano le elementari e ora hanno 30 anni.) Io non riuscivo a capire che cosa mi volesse dire, mi ero offesa per il fatto che giudicasse il mio metodo educativo e quindi lo percepivo come un giudizio nei miei confronti. Solo molto dopo parlando anche con le altre maestre ho capito quello che voleva dire.

      • Grazie Ida!
        Un’aspetto interessante è anche che 30 anni fa non c’era un genderizzazione così forte (basti pensare a come eravamo vestite noi bambine negli anni Ottanta, o ai giochi che avevamo. Certo c’erano le bambole per le bambine, ma anche un sacco di Lego e ginocchia sbucciate). Anche per questo non hai capito subito cosa intendesse quella maestra, e questo in qualche modo è positivo. Ora credo che sia a tutt* molto chiaro…

  3. Sto ascoltando la trasmissione or ora.

    Da piccola chiedevo i vestiti da maschio a mia madre perché notavo che erano più comodi per giocare, non potevo fare tanti giochi con la gonne ( e infatti l’ho portata solo poche volte) mia madre (meno male che ho avuto tale madre) rise, ma non per scherno, ho avuto una madre che il concetto di genere non l’ha mai accettato, e poi si fece dare dei vestiti dismessi da mia zia che aveva tre figli maschi :), mi viene da dire che fortuna visto che mi sarei persa parecchio divertimento altrimenti, la dico con semplicità portando una mia esperienza perché penso possa dare un contributo nel parlare di stereotipi che sussistono eccome, e sono tanti anche connessi a fattori così semplici come l’abbigliamento o i giochi che si fanno.

    Infatti venni definita anche io invertita, e come me altre bambine e bambini.
    Una volta che sussiste una divisione così netta questo è terreno, penso sia terreno, fertile per i ruoli che poi possono essere forniti al maschile e al femminile, e si il femminismo non è solo questione femminile, è questione culturale.

    • Bello che tu condivida la tua esperienza, le puntate in fondo ne sono ghiotte, tutto parte dal quotidiano, dal vissuto, dalla capacità di sondare e analizzare ciò che è personale e a volte ritenuto normale.

      • Grazie Komorebi, si ne ho avuto piacere proprio perché ho notato l’approccio che ha la trasmissione e che si basa sul quotidiano, d’altra parte è in quello che si esplicano ruoli, relazioni, dominanze etc… buona domenica 🙂

  4. mascolinità e femminilità non sono gabbie se non sono vissute come tali; vanno vissute con la consapevolezza che un uomo resta un uomo e una donna resta donna a prescindere dal look e dalle preferenze e da quanto queste sono statisticamente frequenti. Se una bambina vuole la bambola deve averla, se vuole il meccano deve averle e se vuole entrambi deve averli, idem per i vestiti. stesso discorso per i bambini maschi

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