Ragazze elettriche: il romanzo distopico che distopico non è

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Pubblicato con il titolo “The Power”  e tradotto in Italia con “Ragazze Elettriche” il nuovo romanzo di Naomi Alderman ha fatto molto parlare di sé. Cosa succederebbe se piano piano le donne scoprissero di avere dentro di sè un muscolo, una sorta di centro nervoso che le rende capaci di produrre scariche elettriche ad altissima intensità?

Questo il presupposto che dà il via al romanzo, presupposto che permette di indagare la dimensione del potere, della sua gestione e dei molteplici scenari che il sovvertimento di questo ordine costituito comporterebbe.

Immersi in un mondo in cui il potere femminile si traduce anche in violenza nei confronti degli uomini, con scene che a volte colpiscono chi legge come pugni nello stomaco, ci accorgiamo che questa distopia così distopica non è: invertendo nuovamente i generi, tutte quelle dimensioni che ci paiono più assurde, liberticide e surreali non sono altro che la quotidianità di migliaia di donne nel mondo.

Di questo e molto altro abbiamo parlato insieme a Samanta Picciaiola del Falling Book, un’associazione che nasce come gruppo di lettura e che tanto ha dibattuto nell’ultimo incontro sui significati profondi di questo romanzo.

Un romanzo che consigliamo alle donne, per riflettere sulle dimensioni del potere e agli uomini, per ragionare su cosa significa vivere in un mondo in cui la semplice maggior forza fisica si traduce nella giustificazione dell’oppresione di un genere sull’altro.

Buon ascolto, la puntata è qui: mezz’ora del vostro tempo speso bene (mi auguro 🙂 )!

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Libertà di importunare

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Il contenuto della lettera dal titolo “Difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale” ha toccato temi che qui in Italia sono stati molto dibattuti, ovvero l’ipotesi che dopo il caso Weinstein si sia scatenata una caccia alle streghe molto puritana che prenderebbe di mira anche gli uomini responsabili solamente di essersi comportati in maniera goffa nel corteggiare una donna.

Si parla dunque di una “zona grigia”, in cui parrebbe esserci confusione nel distinguere ciò che è molestia da ciò che molestia non è.

Esiste questa zona grigia? Davvero per gli uomini è difficile distinguere quando un’attenzione è voluta e gradita da quando invece non lo è? Si possono mettere nella stessa lettera espressioni come “corteggiamento maldestro” e “non sentirsi traumatizzata tutta la vita se qualcuno le si struscia contro in metropolitana”?

Ne abbiamo parlato con riflessioni nostre e contributi tratti da diversi articoli, oltre che con le parole di Chiara Isoldi, presidente della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna.

Ci hanno accompagnato le musiche di Ani Di Franco.

Buon ascolto, la puntata è qui!