Più semplice di così

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In biblioteca.

Sono al banco in attesa che registrino i libri che ho preso. Nel frattempo una bibliotecaria parla col ragazzo del servizio civile: stanno cercando il cognome di un bambino da contattare, ma viene loro in mente solo nome e cognome della madre.

“Ovvio” dice il ragazzo “i bambini vengono sempre in biblioteca con le madri, i padri non si vedono mai. Poi per forza non ci ricordiamo i loro cognomi”.

Aggiunge la bibliotecaria “Anche perché poi le maggiori lettrici sono le donne! Gli uomini leggono meno”.

Dico io “Beh, allora mi sa che dovrete organizzare delle attività di promozione della lettura anche per gli uomini, in aggiunta a quelle per bambini e bambine”.

Il ragazzo mi guarda e scuote la testa. “La vedo molto più semplice. Basterebbe dare ai bambini i cognomi delle madri”.

L’infinita naturalezza della risposta mi disarma. Ma in effetti, più semplice di così…

Cognome

Se l’amore tra me e te
ci portasse
alla pazzia di fare un figlio
non sarebbe il nome
la scelta difficile
ma quel che vien dopo.
Il tuo
non l’avrei voluto in ogni caso.
Ero certa del mio
ma ad oggi mi è chiaro
che nemmeno questo sarebbe giusto.
.
Se l’amore tra me e te
ci portasse
alla pazzia di fare un figlio
vorrei un cognome che fosse un augurio,
che non raccontasse agli altri
da dove questo bambino  viene
e impedisse loro
di ipotizzare dove andrà.
Trovare una parola
che non sia nient’altro che nido
a cui poter tornare liberamente,
non radice
che in cambio di stabilità e nutrimento
impedisce il movimento,
né catena
che stretta intorno ad un passato non vissuto,
vincola il suo presente
e la magia del futuro.
.
Se l’amore fra me e te
ci portasse
a questa pazzia,
non vorrei caricare
quelle piccole spalle
del peso di tutta la storia
recente e remota
degli antenati,
dei fatti, delle liti,
dei “non si può, non si fa”.
Vorrei potergli donare
amore
come fosse un foglio bianco
su cui usare i colori, tutti,
della libertà.