Torniamocene tutte in cucina così i maschi alfa si sentono meglio

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I maschi arrancano, stanno diventando fragili. Vediamo un po’ se indovinate di chi è la colpa?

Qui trovate l’intero articolo, articolo che personalmente avrei intitolato  “La scoperta dell’acqua calda” e per il quale non avrei sentito il bisogno di scomodare chissà quali luminari della psicologia per arrivare a sconcertanti verità quali “La pornografia riguarda in maggioranza i giovani maschi”… ma che sorpresa! Viviamo ancora in una cultura che sessualizza continuamente la donna per vendere ogni prodotto immaginabile, che accetta e riconosce come “normale” la libertà sessuale maschile e condanna quella femminile, in cui la virilità sembra essere sempre collegata al “consumo sessuale”… ma davvero ci sorprendiamo che poi ‘sti ragazzi si ammazzino di film porno?


E poi vorrei porre la luce su questo illuminante passaggio:

“Le attese eccessive, nei confronti del maschio (lavoro, sesso, responsabilità familiari) da parte di un mondo in via di femminilizzazione”.

In poche parole un mondo in cui le donne ottengono maggiori diritti (non maggiori rispetto agli uomini, maggiori rispetto ai diritti inesistenti che avevano prima, ovvero di poter avere parità di trattamento in materia di lavoro, sesso e responsabilità familiari) sarebbe un mondo femminilizzato? Quindi non un mondo paritario, un mondo FEMMINILIAZZATO, come se non si trattasse di parità ma di squilibrio. E queste “attese” (che altro non sono che diritti umani) vengono definite eccessive. Cosa sarebbe eccessivo esattamente? Pretendere che dal momento che i figli si fanno in due il carico di lavoro sia ripartito? Pretendere che visto che il sesso si fa in due il godimento sia ripartito?


Ah che belli i tempi andati in cui agli uomini non veniva fatta nessuna richiesta in materia di sesso e partecipazione familiare! Peccato fossero tempi in cui quell’alfa che tanto piace appiccicare alla parola “maschi” fosse generata solo da un’ingiustizia sociale e dal fatto che metà del genere umano non aveva accesso agli stessi diritti dell’altra metà.


Un articolo desolante.

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Quarant’anni e non sentirli

Un’intervista a Simone de Beauvoir in cui spiega perché è femminista.

Parla dell’indipendenza economica come strumento fondamentale di autonomia e libertà per le donne. Cita Elena Giannini Belotti per spiegare come la “femminilità” o la “mascolinità” non siano doti naturali, ma modi di essere e relazionarsi col mondo indotti nel comportamento di bambine e bambini non dalla biologia, ma dal modo in cui ci relazioniamo ad essi.

Racconta di uomini “di sinistra”, favorevoli alla lotta di classe, di come siano imbevuti di cultura maschilista e patriarcale, di come sia necessario che la battaglia per i diritti delle donne sia una battaglia a se stante, legata sì alla lotta di classe, ma non contenuta in essa.

E alla domanda su i passi in avanti che ha fatto il governo, istituendo ministeri a favore delle donne, risponde definendoli “mistificazione”, “un osso gettatoci in bocca da sgranocchiare”, un contentino per calmarci, ma che nei fatti non serve a nulla, perché è un’istituzione senza fondi e sempre assoggettata al voto maschile, per qualsiasi cambiamento.

Spiega l’origine e il significato della parola “sessismo”, e molte altre cose. Ascoltatela. Era il 1975, ma potrebbe essere un’intervista andata in onda ieri sera.

Quarant’anni e non sentirli.