Davanti a un’ingiustizia la neutralità non esiste

“L’uomo etico dà regole a se stesso e il moralista dà sempre regole agli altri. […] Il patriarcato ci attraversa tutti e tutte e tutti siamo chiamati a prendere una posizione. Non posso dire “Io che c’entro?”, non puoi dire “Non mi riguarda” perché siamo tutti chiamati in causa. Davanti ad una ingiustizia non esiste la neutralità. O la combatti oppure la sostieni, o attivamente o col tuo silenzio. […] Se guardi le ingiustizie e non fai nulla le stai facendo anche tu”.

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Quarant’anni e non sentirli

Un’intervista a Simone de Beauvoir in cui spiega perché è femminista.

Parla dell’indipendenza economica come strumento fondamentale di autonomia e libertà per le donne. Cita Elena Giannini Belotti per spiegare come la “femminilità” o la “mascolinità” non siano doti naturali, ma modi di essere e relazionarsi col mondo indotti nel comportamento di bambine e bambini non dalla biologia, ma dal modo in cui ci relazioniamo ad essi.

Racconta di uomini “di sinistra”, favorevoli alla lotta di classe, di come siano imbevuti di cultura maschilista e patriarcale, di come sia necessario che la battaglia per i diritti delle donne sia una battaglia a se stante, legata sì alla lotta di classe, ma non contenuta in essa.

E alla domanda su i passi in avanti che ha fatto il governo, istituendo ministeri a favore delle donne, risponde definendoli “mistificazione”, “un osso gettatoci in bocca da sgranocchiare”, un contentino per calmarci, ma che nei fatti non serve a nulla, perché è un’istituzione senza fondi e sempre assoggettata al voto maschile, per qualsiasi cambiamento.

Spiega l’origine e il significato della parola “sessismo”, e molte altre cose. Ascoltatela. Era il 1975, ma potrebbe essere un’intervista andata in onda ieri sera.

Quarant’anni e non sentirli.